lunedì 20 febbraio 2017

Corso Wikidonne per la Lombardia


Lo sapevate che l'85% delle voci presenti su Wikipedia sono maschili?
Per ridurre il 'gender gap' è partito un progetto internazionale, 'Women in red' (donne in rosso, in quando le voci non ancora editate, nell'enciclopedia digitale, sono appunto rosse e diventano azzurre quando invece il link è attivo), divenuto, in Italia, 'Wikidonne' volta ad aumentare le voci riguardanti donne rappresentative dell'universo femminile sia tramite 'editathon, 'maratone' durante le quali ci si impegna a scrivere (o tradurre, se le voci esistono già in altre lingue, adattandole non solo linguisticamente, al nostro Paese), di volta in volta, di scienziate, letterate, artiste, sia tramite corsi per formare nuove volontarie a cui insegnare come si diventa wikipediane.
Se non ora, quando? Snoq Lodi, come già aveva fatto con la giornata di formazione promossa nel capoluogo di provincia di concerto con l'Ordine dei Giornalisti della Lombardia sull'uso del femminile nelle professioni e sul modo corretto di scrivere di violenza sulle donne, insieme al gruppo lodigiano di Toponomastica Femminile (associazione nazionale che collabora al progetto Wikidonne) ora porta a Lodi,  un corso, gratuito ma a numero chiuso (previa iscrizione), per diventare 'redattrici' di Wikidonne
Sarà Susanna Giaccai, wikipediana, a tenere le tre giornate di formazione (in parte rivolte ad una classe di studenti delle superiori, in parte alle persone interessate, come docenti, professioniste, universitarie),  ospitate nel laboratorio di informatica del liceo Vegio di Lodi da giovedì 16 a sabato 18 marzo. Per info: snoqlodi@gmail.com; evento Facebook Corso di Wikipedia


Il logo di Wikidonne

mercoledì 17 agosto 2016

Laura De Benedetti

Ciao, grazie per l'ospitalità, spero di poter dare un contributo: credo fermamente, come diceva la linguista e femminista Alma Sabatini, che noi donne dobbiamo lottare unite finché, indietro, non ne resterà neanche una sola
Forse il femminismo battagliero ha lasciato le strade una volta acquisiti alcuni diritti fondamentali, come l'aborto e il divorzio, ma senz'altro ancora ci insegna che, da sole, non si va da nessuna parte
La Rete delle reti femminili ha proprio il pregio di far emergere questo piccolo grande universo in rivolta, contribuendo, è l'auspicio, a creare una lobby, assolutamente apartitica, delle donne (nel senso più positivo del termine di portatrice di interessi di una categoria che è metà del genere umano) in grado di operare dei cambiamenti. Intanto siamo in prima linea, tutti i giorni.

Io non sono nata femminista: lo sono diventata con esperienze di vita e facendo la cronista nel Lodigiano, dove vivo. Scrivevo di fatti, non le mie opinioni; ma dieci anni fa, attorno ai 40anni, l'esigenza di far emergere quanto questo mondo fosse impari per le donne è divenuta per me indifferibile. 
Ma come raggiungere persone che non sarebbero venute a convegni, non avrebbero letto trattati? Ho scelto dunque di scrivere un romanzo poliziesco: un'indagine su un femminicidio che si svolge in una società speculare alla nostra, ma con i ruoli di genere ribaltati e il linguaggio al femminile, (non solo applicando le regole di Sabatini ma usando anche il femminile inclusivo per il genere neutro anziché il maschile come avviene nella nostra lingua, con un effetto spiazzante: gli uomini scompaiono dallo sfondo). Il giusto mondo, per me un puzzle che ha trovato la giusta composizione, ha visto la luce a dicembre 2011, con Excogita editore (no autopubblicazione); ora è anche in ebook.
Nel presentarlo ho conosciuto tante donne fantastiche.


E ora sto condividendo il cammino con le compagne del comitato Se non ora, quando? Snoq Lodi: insieme, promuoviamo eventi (uno per tutti: con l'Ordine dei giornalisti su 'Come i media raccontano le differenze'), serate informative (con le forze dell'Ordine sulla violenza contro le donne, gender, aborto, donne resistenti e costituenti), iniziative con le scuole (per Obr, Toponomastica, far conoscere  le scienziate), svolgiamo azioni di denuncia (è venuta la Rai a Lodi per la Vita in diretta, ma anche Italia1, quando abbiamo detto no al calendario di nudo patrocinato dal Comune e presentato il 25 novembre), facciamo rete con tanti altri organismi, in particolare col Centro antiviolenza, Toponomastica Femminile,  One billion rising, Ife.

Nel frattempo ho dapprima avviato il mio blog www.lauradebenedetti.it, poi sono entrata a far parte del gruppo di bloggers de Il Giorno/Qn con la rubrica Il giusto mondo; leggo, scrivo, condivido (soprattutto su Facebook, a mio nome e in Snoq Lodi). Su Twitter sono già presente da tempo col profilo @ilgiustomondo ma ho attivato anche Convenzione Istanbul con lo scopo di diffondere, in pillole, i contenuti di quella che ormai è legge (per lo più inapplicata) in Italia: sancisce la violenza sulle donne e indica come uscirne.
Il tempo è tiranno, la fatica tanta, ma è il momento delle politiche femminili: se non ora, quando? E, se non noi, chi?

mercoledì 29 giugno 2016

Donne che aiutano le donne: si chiude il progetto #InspiringMentor di Young Women Network


C’è un posto speciale all’inferno per le donne che non aiutano le altre donne: così la politica statunitense Madeleine Albright. Per favorire l’aiuto reciproco tra donne di diverse età e la crescita dei giovani talenti Young Women Network ha lanciato il 3 marzo 2016 un programma pilota - #InspiringMentor. Dice Teresa Budetta (presidente e cofondatrice di Young Women Network): in un mercato del lavoro sempre più competitivo e globalizzato, abbiamo voluto aiutare le professioniste alle prime armi a capire le loro potenzialità e aspirazioni con il supporto di una mentore. Il successo della nostra prima iniziativa di mentoring ci rende molto felici. 
Ora che il progetto si è concluso,  Young Women Network invita tutte e tutti i partecipanti (80 mentor e 80 mentee) a un ultimo aperitivo per condividere esperienze, idee e impressioni su questa esperienza. Appuntamento giovedì 7 luglio dalle 19.30 in poi alla Galleria Meravigli Bistrot (Via Meravigli 3, Milano). Ingresso e registrazione gratuiti, costo della consumazione a carico dei partecipanti. Per accredito stampa: comunicazione.ywn@gmail.com • Altre info a questo LINK.

Con l'occasione YWN vi ricorda anche il nuovo evento in preparazione sul tema del comunicare per il lavoro (crea il tuo successo).

sabato 18 giugno 2016

Senza arcobaleni, domani a Milano si vota. E per inciso una nota sui candidati e le donne

Nessun arcobaleno ha benedetto una campagna elettorale grigia e, per tanti versi, amara. Caro Pisapia, quelle e quelli che ti hanno sostenuto non se ne sono pentiti e ti sono grati per il lavoro di questi 5 anni.
Ma - caro sindaco uscente - anche, mai, ti perdoneranno di aver rinunciato a proseguire e - ancor peggio - di non aver organizzato in tempo i tuoi saluti alla città e relativi passaggi di consegne.
E comunque è andata così. Domani si vota, e torneremo votare nel solito modo: senza slancio d’amore. 
Un voto in difesa, e non in attacco; un voto così; grigio.
Ci andremo comunque e, ci auguriamo, ci andremo in tanti e tante, pensando bene a chi rischiamo di consegnare la città.

Riguardo al rapporto fra i candidati sindaci e le donne, una nota a margine: nessuno dei due ha dimostrato qualche particolare sensibilità (e tantomeno competenze).

Segnaliamo però che, invitati a rispondere alle domande delle donne, dopo aver dato entrambi l'ok all'intervista pubblica:

1. Sala si è presentato: ha risposto alle domande, ha anche garantito che rispetterà l'indirizzo già scelto dalla giunta precedente relativamente al 50e50 anche nelle partecipate (oltre al fatto  che. già per il numero di consigliere e di consiglieri, il consiglio comunale si presenta in partenza più equilibrato);

2. Parisi se l'è data a gambe: prendendo la scusa di un ininfluente cambio di programma (previsto prima alla Statale, l'incontro ha poi avuto luogo alle Stelline), prima ha posto la ridicola condizione "vengo se viene anche Sala"; e poi nemmeno si è presentato (sorvoliamo, poi, sulla composizione in termini di genere che avrebbe il suo consiglio comunale - addirittura fuori legge).

giovedì 16 giugno 2016

martedì 14 giugno 2016

1946 Le donne italiane votano per la prima volta: una conquista da non dimenticare e da non perdere

Giovedì 16 giugno 2016 un convegno a Bergamo ci ricorda l’importanza della conquista del voto femminile e che, soprattutto, non vanno dati per scontati e acquisiti i nostri diritti ancora fragili, raggiunti con tanta fatica


Come ricorda Pia Locatell, (fra le socie fondatrici dell’Associazione Politeia) fu proprio grazie alle donne, che settant’anni fa al referendum consultivo vinse la Repubblica, mentre la maggioranza degli uomini votò a favore della monarchia

Ma, finché continueremo a sottolineare l’aumento delle presenze femminili nelle istituzioni indicandone in qualche modo l’eccezionalità, o a festeggiare l’elezione di una donna ai vertici di una grande azienda, non ci sarà vera parità. Il prossimo traguardo è un’epoca in cui una Presidente della Repubblica donna o una Presidente del Consiglio non susciteranno alcuno stupore.

Sono passati solo 70 anni da quando le italiane poterono per la prima volta votare, e proprio per decidere se l’Italia sarebbe diventata una repubblica o sarebbe rimasta una monarchia. Le donne elette all’Assemblea Costituente furono soltanto 21 (3,7%), eppure diedero un contributo veramente fondamentale, soprattutto sui temi dei diritti, dell’educazione e del ripudio della guerra. Bergamo celebra quella svolta epocale con il convegno Le donne italiane votano per la prima volta: una conquista da non dimenticare e da non perdere, organizzato dal Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo e da Associazione Politeia - Laboratorio Donne e Politica.

Dice Emilia Magni (presidente del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo): le donne rimasero ancora a lungo escluse da una piena ed effettiva cittadinanza (nel 1968 alla Camera erano meno del 3% e nel 1992 raggiungevano soltanto l’8,4%). Ancora oggi, nonostante il lungo percorso di battaglie e di normative sulle “Pari opportunità”, quella delle donne è una cittadinanza “incompiuta”. 

Giovedì 16 giugno 2016. h. 20.30 presso la Sala Curò, in Piazza Cittadella a Bergamo • Dopo i saluti della presidente del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, Emilia Magni e della presidente dell’associazione Politeia Laboratorio Donne e Politica, Angela Zenoni, Livia Turco affronterà il tema da un punto di vista storico; il prof. Piergiorgio Corbetta (direttore di Ricerca dell’Istituto Cattaneo di Bologna) illustrerà una sua analisi sulle “Trasformazioni nella partecipazione e negli orientamenti politici delle donne in Italia”. Elena Carnevali: “Il Parlamento Italiano e le politiche di genere”. Sandra Boninelli, studiosa e ricercatrice, proporrà alcuni canti popolari. Con l’occasione sarà esposta una bandiera della pace cucita da un gruppo di donne nel 1947 a Romano di Lombardia; ora conservata nell’archivio dell’Isrec, è un dono di Ermanna Tognoli in ricordo di Rosa, Cecilia, Rina, Lucia, Emilia e Colomba.